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I testi e i numeri della sicurezza
Verso una base dati
Il Concetto di sicurezza ha subito una evoluzione tale da divenire un valore complesso e interdisciplinare a cui fanno riferimento e
con cui interagiscono tutti i settori della vita sociale che necessitano di opportune armonizzazioni con normative specifiche. Dalla concezione
della sicurezza come bene fondamentale per il libero esercizio dei diritti, concezione che uno stato democratico si impegna sempre ad assicurare
ai suoi cittadini, ne consegue l´aspettativa, da parte della collettività a considerare la sicurezza come fattore fondamentale
e basilare per ciò che concerne la qualità della vita.
L´integrazione delle iniziative di sicurezza in relazione alle altre politiche territoriali e settoriali ha origine molto recente.
Nasce infatti, dalla concomitanza, logica e temporale, sul finire degli anni 90, tra:
i processi di devoluzione avviati con le cosiddette leggi Bassanini che hanno distinto, per la prima volta, le potestà di “ordine
pubblico e sicurezza pubblica” in capo allo Stato e quelle di “polizia amministrativa regionale e locale” in capo
a Regioni e Enti locali (Dlgs 112/98 art. 158 e ss.), e che hanno trovato formale riconoscimento nella riforma costituzionale del 2001;
la parallela emanazione delle prime normative regionali organiche sulla sicurezza (Marche nel 1998, Sicilia e Emilia Romagna nel
1999), che rispondevano alla crescente domanda di sicurezza delle collettività coniugata con la forza espansiva delle competenze
regionali conseguenti all´elezione diretta dei presidenti delle regioni;
una concezione europea della sicurezza in termini sempre più integrati, laddove l´entrata in vigore del Trattato di
Amsterdam (1998) aveva comunitarizzato non pochi aspetti della sicurezza (asilo, frontiere, immigrazione) mentre il consiglio Europeo
Straordinario di Tampere (1999) espressamente dedicato “alla creazione di uno spazio di libertà sicurezza giustizia nell´Unione
Europea” indicava che “le tematiche della giustizia ed affari interni devono essere integrate nella definizione e nell´attuazione
di altre politiche e attività dell´Unione”;
L´impiego in Italia dei fondi strutturali comunitari nel settore della sicurezza, con il P.O N. “Sicurezza per lo sviluppo
del mezzogiorno d´Italia”, nell´ambito del QCS 994 999 (avviato nel 1998), e proseguito con il successivo programma
per il ciclo 2000 — 2006 (delineato nel 1999).
In questo contesto sono nate e si sono sviluppate connotazioni concettuali della sicurezza come “partecipata”, “integrata”, “dedicata”,
che sono alla base delle elaborazioni progettazioni degli anni successivi e di oggi.
Da questa particolare esperienza, condotta con i fondi strutturali, di confluenza delle categorie della sicurezza con quelle delle altre
policy e di costruzione di progetti di sicurezza a supporto delle iniziative di sviluppo nelle diversa scale (dai Patti territoriali per
l´occupazione, ai PIT fino all´attuazione della c.d. “legge obiettivo”), è nato questo piccolo patrimonio
di testi su programmazioni, progettazioni di settore, di fonti di informazione ufficiali e non - in tema di sicurezza, di dati raccolti
e elaborati che, senza alcuna pretesa di esaustività, sono stati trasfusi nelle pagine seguenti.
Si precisa che la raccolta ha mero scopo orientativo e non si vuole sostituire in nessun modo ai documenti ufficiali.
per informazioni rivolgersi a Massimo Saccoccioni
segreteria Nucleo di valutazione e verifica investimenti pubblici del Ministero dell´Interno
n. telefono 06/44373519
Hanno collaborato al progetto:
P. Albergamo, M. Brilli, O. Caravello, L. Celi, F. Conte, S. D´Amico, M. Dellagiovampaola, A. Di Caprio, S. Frantellizzi, M. Masselli,
L.Pucci, L. Uasone